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Små landsbyer i Italia har sin sjarm. Der møter man mennesker, også på tur til frisøren, og der kommer man i prat med dem, også til tross for språkutfordringer.

Denne artikkelen er en oversettelse fra norsk til italiensk av et innlegg som kom ut på Helen sin Italiablogg. Les orginalverjsonen her.

 

 

“È una bella giornata, il sole splende e io mi sento in ottima forma, sono di buon umore, e sorridente quando esco dalla porta di casa.

Non vedo l´ora di fare la piega ai capelli, e questo al costo di soli 35 Euro. Certo per questa somma, qualunque donna sarebbe contenta.

Oggi ho pensato di fare un´altra strada per andare dal parrucchiere, di scender in piazza e di passare attraverso i vicoli di Bracciano.

Uscendo dal quartiere di Castello,  incontro un signore che mi dice “buon giorno”,  a cui io rispondo ovviamente con il mio “boånsjårnå”. Questa è di fatto la parola che io uso di più in Italia e che riesco a pronunciare meglio. Ovviamente questo signore si ferma ed inizia a parlarmi in italiano, e parla, parla e parla.

Aiuto! io non capisco niente di quello che mi dice, non una parola, anche se credo voglia parlare del tempo, un argomento su cui dovrei essere preparata. Finalmente, appena si ferma per respirare, ho la possibilità di pronunciare, in italiano, la frase che conosco meglio:

“Scusi – signore, io – non – sono – italiana, sono – norvegese, non – parlo – italiano”.

Ehh? dice lui stupito, poverino. Credo che lui credesse proprio che io fossi italiana. Ci scambiamo un sorriso e io continuo per la mia strada, ma prima di essere entrata in uno dei bei vicoli di Bracciano, ho già salutato con un chiaro e squillante “buon giorno!” almeno sette persone! Non male, ma non solo gli unici,  perché nella città vecchia è  una consuetudine, qui tutti dicono buon giorno e buona sera a tutti. Penso a te, Elisabeth e a quello che ha scritto nel suo blog circa il salutarsi a vicenda.

Mi accorgo che sorrido, e che inizio a riconoscere la gente che saluto. Alcuni sono gli abitanti di Castello, altri gli incontro saltuariamente negli altri quartieri di questa piccola cittadina.

Adesso sono finalmente arrivata da Marcella Stella, la mia parrucchiera. Ho contato ben undici “buon giorno” durante questo tragitto. Adesso mi rimane solo da dire “buon giorno” anche a voi che leggete questo blog.”

non vedo l´ora = jeg ser frem til.
ovviamente = selvsagt
voglia = congiuntivo presente del verbo “volere”
credesse = congiuntivo passato del verbo “credere”
fossi = congiuntivo passato del verbo “essere”
squillante = klingende
non male = ikke så verst
consuetudine = regola non scritta
accorgo = å legge merke til (accorgersi)
saltuariamente = qualche volta, non spesso
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